Il pesce e il cuore
Il corpo ha bisogno di proteine, di grassi, di vitamine e di minerali che sono presenti in quantità sufficiente in una alimentazione corretta e varia che garantisca l’apporto di tutti questi principi nutritivi. Il consumo eccessivo di un alimento non è mai consigliabile, soprattutto se si tratta di un alimento grasso.
I grassi sono importanti quali fonti d’energia per il corpo, per il corretto funzionamento della membrana cellulare e per il sistema immunitario tuttavia, se presenti nella dieta in quantità eccessiva, possono creare problemi.
In generale, i grassi si dividono in acidi grassi saturi ed acidi grassi insaturi e questi ultimi aiutano a ridurre il tasso di colesterolo e di trigliceridi, la viscosità e la pressione arteriosa.
Il colesterolo è una sostanza indispensabile per le cellule ed è importante per la produzione degli ormoni. La maggior parte del colesterolo è endogena, cioè prodotta dall’organismo, e si divide in due frazioni: quello buono (HDL, high density lipoprotein) e quello cattivo (LDL, low density lipoprotein). Gli acidi grassi saturi fanno aumentare la quantità di colesterolo cattivo (LDL) mentre gli insaturi lo abbassano. Un eccesso di grassi saturi quindi aumenta la quota di colesterolo nel sangue e con questo la possibilità di problemi cardiaci e vascolari.
Ma che rapporto c’è tra grassi e pesce? Numerosi studi hanno evidenziato che popoli con un alto consumo di alimenti con pochi grassi saturi (come ad esempio il pesce), soffrono meno di problemi cardiovascolari. Nei Paesi europei con un’alimentazione quotidiana a basso apporto di grassi saturi e con un consumo di pesce relativamente alto, l’incidenza e la mortalità per malattie cardiovascolari è inferiore rispetto ad altre nazioni. Il pesce diminuisce del 30% la probabilità di malattie cardiache e vascolari grazie all’apporto degli acidi grassi Omega-3.
Per questo motivo, il Centro olandese per l’Alimentazione e l’Associazione per il Cuore olandese consigliano di consumare pesce una o due volte alla settimana.

